Lo abbiamo intervistato e per quanto fosse già scarsa la fiducia che avevamo nei riguardi del nostro Parlamento, la testimonianza di Stefano è riuscita a stupirci e scandalizzarci.
Il tempo che dedico a costruire strumenti nuovi per restituire al popolo la propria dignità nella democrazia, nel suo ruolo di vigilanza, è un tempo che vivo con autentica euforia. Riascoltare questa testimonianza mi rievoca tutto lo sdegno, passato in secondo piano rispetto agli impegni e all'emozione di soffiare con questo vento di cambiamento. Ciò non solo mi sdegna profondamente ma rinnova in me la voglia di rivoluzione e l'intensità con cui mi dedicherò a tutto questo.
Mi appello alla sensibilità di tutti affinché ognuno percepisca gli errori della nostra società e non solo. Affinché ci accorgiamo tutti che la corruzione, e il lassismo, la mancanza di etica ed il malcostume in tutte le sue forme non è marcato nei geni della razza umana ma è il risultato dell'ambiente che ci plasma nella nostra formazione di uomini e di cittadini.
Non siamo qui per cambiare OGGI la politica.
Non siamo qui per eliminare OGGI la malavita.
Non siamo qui per annientare OGGI la corruzione.
Siamo qui per tornare a parlare, a vedere, a conoscere OGGI.
Siamo qui per tornare a parlarci, a vederci, a conoscerci OGGI.
Siamo qui per ripristinare un ambiente che sia ergonomico ai nostri istinti di convivenza civile e alla nostra necessità di sperimentare l'amore e farne un'esperienza quotidiana.
Il mondo di oggi forse cambierà, forse no ma tornando a Vivere abbiamo già vinto e sul mondo di domani avremo parola.
Siamo qui solo per tornare a vivere come esseri umani.
Riccardo Quagliarini
www.raffaelepizzari.com