Scienze della Comunicazione

Il post pubblicato da Giovanna Cosenza che mi ha suggerito Sara de Santis, mi dà l’opportunità di condividere alcune considerazioni circa le opportunità di lavoro nel campo della “comunicazione”.

Il post racconta la storia di Federico, un ragazzo in gamba di 21 anni che al terzo anno di Scienze della Comunicazione si è dato da fare trovando lavoro nel settore della web communication, del social media marketing e dell’internet marketing.

A mio avviso potremmo anche solo dire internet marketing, che comprende tutte le forme di marketing online, senza necessariamente dover aumentare l’attrattività del settore.

Francesco dice:

[…] Quest’estate, in vista della laurea, ho deciso di trovarmi un lavoro che avesse a che fare con i miei studi. Ho sempre lavorato d’estate: come agricoltore, carpentiere e imbianchino. Stavolta però volevo un lavoro attinente ai miei studi. E l’ho trovato. […]

Sono convinto del fatto che Francesco abbia trovato un’università decisamente più dinamica della maggioranza dato che la maggior parte degli atenei che conosco non intendono in quesot modo “Scienze della Comunicazione”.

Per la mia esperienza l’oggetto del corso di laurea riguarda la teoria della comunicazione dal punto di vista sociologico, filosofico, psicologico e umanistico. Uno studio approfondito dei fenomeni di comunicazione di massa e dei media, “vecchi” e “nuovi”.

Non immagino una stretta relazione tra lo studio delle teorie dela comunicazione e l’internet marketing. Ovviamente è un background molto utile, ma accessorio, non necessario.

[…] sono arrivato nella sede dell’azienda, ho suonato il campanello e chiesto di parlare con la direzione. Al direttore ho spiegato cosa so fare (non in termini iperbolici ma realistici, non si deve illudere nessuno), ma soprattutto quali erano per loro le potenzialità (non sfruttate) dei social network. Quindi mi sono offerto per un tirocinio senza acquisizione di crediti (avevo già fatto quello curricolare). […]

Sicuramente è una buona tecnica spiegare di essere in grado di raggiungere un risultato utile per l’azienda e farlo gratuitamente. Ma in termini assoluti, la gara al ribasso è utile? Non voglio fornire una risposta definitiva, ma non sono certo che la risposta non possa essere data di getto.

Oggi, a distanza di tre mesi, gestisco la comunicazione social non solo di quell’azienda, ma di altre tre in zona (totale: quattro). Come ho fatto? Hanno parlato bene di me, ma soprattutto dei risultati che stanno ottenendo grazie alle pagine social da me gestite, all’azienda che cura la loro la rete informatica, che gestisce la rete informatica di molti altre imprese locali. E a catena mi sono arrivate le richieste, nel giro di pochi giorni. Quanto guadagno? È presto per dirlo, ma è realistico pensare che almeno 1000 euro netti al mese nei prossimi mesi mi dovrebbero arrivare.

Quindi per gestire il profilo di 4 aziende si ottengono – è presto per dirlo – 1000€ netti al mese.

Qualsiasi professionista della comunicazione sa bene che per gestire opportunamente la presenza online di 4 aziende contemporaneamente al mese non solo è difficile, non è scalabile e se porta 1000€ non è neanche troppo convieniente.

Dunque mi sono adattato ai loro orari e ritmi, alle loro regole ma soprattutto al loro linguaggio: ogni giorno 8 ore in ufficio, fianco a fianco con gli altri, alternando domande a brevi spiegazioni su cosa stessi facendo mentre “smanettavo” sui social, in modo da far capire il senso e gli obiettivi delle mie mosse.

Qui emerge un problema fondamentale: molte aziende non hanno le competenze necessarie per comprendere le potenzialità, i vantaggi e gli svantaggi dell’internet marketing.

Ovviamente quando qualcuno gli fa scoprire le Facebook Ads improvvisamente impazziscono e decidono di investire 250€/mese in un giovane collaboratore esterno che può smanettare per loro.

Sono davvero contento se tutti i Federico d’Italia riescono in qualche modo a pagarsi gli studi e ad alleggerire il bilancio familiare, io sono stato uno di loro e non posso e non voglio certo criticare i ragazzi volenterosi, ma i problemi a livello di sistema, sono evidenti:

  • Perché dopo 3 anni di corso di laurea praticamente full time e dopo un tirocinio in azienda i neo-laureati sono ancora degli smanettoni?
  • Cosa succederà quando Federico incontrerà il fisco non è certamente conosciuto per le agevolazioni nei confronti dei consulenti?
  • Cosa succederà a Federico quando fra 3 anni chiederà un piccolo incremento di stipendio e sarà sostituito da un nuovo Federico che per dimostrare di essere in gamba sarà disposto a lavorare gratis per 6 mesi?
  • Quanto è utile prendersi una laurea se si possono investire 3 anni nel “mega-smanettamento” e a 21 anni essere migliori dei neo-laureati che hanno “perso tempo” con la sociologia, la psicologia e la filosofia?

Secondo me in Italia abbiamo un gigantesco problema di confusione circa il valore delle competenze, il valore aggiunto della laurea, i percorsi di professionalizzazione, la necessità di professionisti, di sicurezza, di rispetto del lavoro.

Ma a questo non deve pensarci Federico, ovviamente, lui il suo dovere lo sta facendo.

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9 Comments

  • Reply
    Michela Simoncini says:
    October 15, 2013 at 7:41 am

    sadness... -_______-

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    Nicofurna® says:
    October 15, 2013 at 8:04 am

    Sto ultimando un corso di laurea magistrale in marketing e mercati globali, con in prospettiva una doppia laurea all'estero. Ho sviluppato la mia tesi triennale sulla comunicazione delle PMI italiane...

    Perché ti dico tutto questo? Perché mi sento nella posizione di dire oggi che le aziende di casa nostra si MERITANO I FEDERICO di turno.

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    dario says:
    January 30, 2014 at 2:18 pm

    Vi può interessare http://www.change.org/petitions/ministro-dell-istruzione-dell-universit%C3%A0-e-della-ricerca-maria-chiara-carrozza-attivare-la-classe-di-concorso-in-teoria-e-tecnica-della-comunicazione-a-58

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    Annarita Marino says:
    August 30, 2016 at 4:56 pm

    posso angosciarmi? :/

  • Reply
    Alex says:
    January 15, 2017 at 9:33 pm

    Lavorare gratis per me non è lavoro. È uno stage. Le aziende che puntano su Federico vorrei sapere dove stanno dopo qualche anno e dove starà Federico. Sarà blogger anche lui.

  • Reply
    Alex says:
    January 15, 2017 at 9:34 pm

    Catchy quotes are for losers .... anche Steve jobs le usava. Non saprei .

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