Da tempo mi occupo di crisi dell’editoria, sia dal punto di vista dei libri che da quello del  revenue problem dei quotidiani. Per questo motivo tendo sempre ad evitare i giudizi su aspetti parziali perché sono consapevole del fatto che in questo campo occorra entrare nel merito della questione ed osservare i fatti al microscopio.

In passato si è parlato abbondantemente di ebook e ebook-reader, con particolare attenzione per la tecnologia e-ink, ovvero la carta elettronica che rende l’esperienza di lettura su schermo analoga – se non migliore – a quella su carta stampata.

Tra le varie reazioni generatesi dopo l’arrivo degli ebook ce ne è una a mio avviso più significativa e riguarda il costo ed il valore percepito del prodotto da parte dell’utente finale.

Il lettore medio, erroneamente, fino a qualche tempo fa riteneva che il costo del libro dipendesse per larga parte dal materiale, dalla fattura, in altre parole dal costo di stampa, produzione e distribuzione. In poche parole il valore intellettuale dell’opera non veniva considerato marginale rispetto al resto, quindi il prezzo finale della versione ebook avrebbe, secondo le ipotesi, dovuto presentare una riduzione di circa l’80% dei costi.

Oggi il mercato degli ebook è ad una fase di buona maturazione rispetto ai tempi iniziali.

I software ed i sistemi di distribuzione permettono di acquistare e consultare agevolmente le copie su computer, portatili, tablet, smartphone e ebook reader con o senza e-ink. Grandi nomi come Ibs, LaFeltrinelli, Amazon gestiscono piattaforme di vendita ben fornite e facili da utilizzare.

Parlando della mia scelta (il Kindle), posso acquistare direttamente dal lettore i libri ed ottenerli in memoria con un solo click. Non faccio statistica ma devo dire che da quando lo utilizzo il mio tempo di lettura quotidiano è aumentato sensibilmente.

Un paio di settimane fa, dopo essermi svegliato di buon umore, mi sono detto: “perché non mi compro 2/3 abbonamenti ai quotidiani per incrementare- sigh – anche la lettura della versione cartacea di giornali italiani?”.

Le buone intenzioni sono crollate subito dopo aver scoperto che nessun quotidiano italiano ha la versione per il Kindle e ovviamente nemmeno per nessun altro ebook reader.

Certo, alcuni hanno la versione “PDF” che definirla “per ebook reader” è davvero un insulto alla tecnologia, al progresso e all’usabilità.

Perché? Me lo sto ancora chiedendo. 

 

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4 Comments

  • Reply
    azur_poet says:
    August 24, 2013 at 7:42 am

    Io non ho statistiche, ma non mi risulta proprio che gli ebook reader abbiano attecchito granchè in Italia...almeno qui a Bologna l'ho visto in mano a pochissime persone, ed è probabile che molti di coloro che l'hanno acquistato ora l'han messo in soffitta per far spazio a un tablet come il Nexus 7 o l'Ipad mini.

    • Reply
      pixari says:
      August 26, 2013 at 3:45 pm

      Piano piano, succede.

      Risparmio, comodità, praticità. Praticamente inarrestabili.

      Piuttosto la domanda è: quanto leggono gli italiani?

      Io non vedo molti ebook reader ma neanche molti libri..

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