{:it}Qualcuno si starà chiedendo perché io abbia deciso di abbandonare Facebook. Sebbene ci stia pensando da qualche tempo, non avevo pianificato proprio oggi di farlo ma, oggi, ora, mi sembra che sia il momento perfetto, almeno per provarci.

Devo essere sincero e argomenterò i motivi per i quali ho preso questa decisione. Riassumento direi che mi sembra semplicemente una buona idea. Un qualcosa che mi farà bene, una piccola liberazione.

Certo, ammetto di non essere pienamente convinto, ma d’altronde non mi sono mai pentito di uscire un po’ dalla “zona di conforto”.

Non critico Facebook e non giudico gli utenti, non faccio discorsi da “complottista” e non voglio confrontarmi con gli altri modi di vivere i Social Network. Credo sia opportuno scrivere queste due righe perché per molto tempo sono stato estremamente “attivo” online. Fino ad ora Facebook è stato un ottimo mezzo per restare in contatto con molte persone che, se vorranno continuare a sentirmi, dovranno utilizzare la mail ([email protected]), whatsapp (+393315401036) o il sito (raffaelepizzari.com).

Perché Facebook è stato importante per me

Ho lavorato molto con Facebook, è stata un’ottima fonte di informazioni e clienti. Ho conosciuto persone molto interessanti. Sono rimasto in contatto con moltissime persone che altrimenti avrei “smarrito” lungo il percorso. Ho seguito le vite di molti amici lontani ma anche vicini.

Sono stato contattato da persone impensabili, ho contattato persone impensabili.

Perché Facebook non è più importante per me

Perché ho capito che tutto ciò che “ottengo” da Facebook non mi interessa veramente e sottrae tempo a cose molto più utili e piacevoli, per me stesso. Al contempo il prezzo da pagare per “uscirne” è perdere contatti con molte persone e questo è un ricatto apparentemente forte ma sicuramente sleale.

Le persone di cui mi interessa “seguire la vita”, pubblicano aggiornamenti generici e rivolti a tutto il loro pubblico. Nessun messaggio personale, nessuna attenzione rivolta a me. E’ come se parlassero dal palco a tutti i loro conoscenti (compresi colleghi, ex-partner, familiarci, ecc.) e tra il pubblico, ci sono anche io.

Non voglio seguire in questo modo la vita delle persone care, non voglio che le persone care seguano la mia vita in questo modo.

Figuriamoci, poi, se mi interessa seguire così la vita delle persone “meno” care. Certo, è tutto un bel gossip, uno sfizio quotidiano da sala d’attesa del parrucchiere che mi ha fatto divertire, ma voglio sperare che io non ne abbia bisogno.

Diciamoci la verità, non vogliamo né possiamo avere rapporti con più di 10/15 persone contemporaneamente e forse è un gran bene. Credo sia il caso di scegliere quelle persone, di concentrarmi su quelle persone. Di dedicargli tempo, di chiedere tempo di qualità.

Voglio più tempo

Un utente medio spende su Facebook 17 minuti al giorno. Sì, ora direte “macché, troppo, io al massimo 5 minuti“.

Poi vi renderete conto del fatto che controllate il vostro account almeno 6 volte al giorno (2 la mattina, 2 il pomeriggio, 2 la sera), che ogni volta non lo usate per meno di 3 minuti (che è pochissimo) e il risultato è 18 minuti. Sono circa 5 giorni all’anno.

Ma non è solo il tempo perso, è anche il tempo che viene inquinato: i pensieri corrono veloci, immagini, post, pensieri, battute, articoli, video. La distrazione è tanta, è stancante.

Toglie concentrazione ad altre attività.

Voglio una vita tranquilla

Non voglio essere costantemente bombardato da messaggi pubblicitari, da informazioni che non voglio, da stimoli di cui farei volentieri a meno.

Per esempio, la mia bacheca ora mi presenta qualche animata discussione su temi politici e umanitari affrontati come un simposio di massimi esperti radunatisi al bar: presunzione, banalità, arroganza, ltigi. Poi c’è la polemica sul gatto di Giorgia Meloni, qualche giornale e magazine pubblicano post alla disperata ricerca di visibilità (battute, vignette, video di animali, ecc.).

Poi ci sono i classici rivoluzionari da tastiera che mi illustrano la ricetta per salvare il mondo, gli “amici” che si lamentano del traffico, dei mezzi pubblici, del meteo; quelli che pubblicano immagini motivazionali (eh già, oggi è lunedì, è il giorno giusto). I “social media lavoratori” disperati che pubblicano articoli, ricerche e robetta nauseante come “epic fail/epic win” per compensare la propria frustrazione.

Infine foto di vacanze, paesaggi tropicali, selfie con presunti personaggi famosi, le nuove scarpe, il nuovo ombrello, la colazione appena fatta.

Ecco: non mi interessa, non ne ho bisogno, non mi mancheranno queste informazioni, mi lamento.

Eppure, se ho un account Facebook attivo, le leggo, ci clicco, le commento. Magari per pochi secondi, ma lo faccio, mi rimangono impresse, mi stancano.

Non voglio passare il tempo a vedere “chi ha premuto like” (una cosa che costa a lui 1 secondo e a me almeno 10). Non voglio sapere cosa scrive quello sconosciuto che commenta una foto dove accidentalmente compaio anche io, pubblicata sulla bacehca di un amico alla lontana.

Che poi mi conosco, clicco sull’avatar dello sconociuto, guardo gli amici in comune, poi una foto, poi seguo un link e mi perdo nel nulla.

Qualcuno potrebbe pensare che ho solo “amici pessimi su Facebook”, ma vi sfido ad avere una bacheca davvero più interessante. Qualcuno potrebbe dire che è solo colpa mia e forse avrebbe ragione.

Non voglio illudermi

La verità è che non sono in contatto con quasi nessuno degli “amici” che seguo.

Soddisfo, semplicemente, la mia ansia di “perdere” le persone, la paura di “non esserci”, di “non sapere”.

Forse, in questo modo, soffoco anche la mia voglia di prendermi un’ora ogni tanto per scrivere una lettera, una email o di fare una telefonata ad un amico.

Facebook mi ha reso un amico superficiale e banalmente curioso, interessato alla news piuttosto che alla persona.

Fear of missing out

La “FoMo”, Fear of Missing out, è un disturbo. E’ il pensiero costante che gli altri stiano facendo qualcosa di interessante che ci stiamo perdendo. I Social Network vivono grazie a questo e investono molti soldi per amplificare questa sensazione.

La risposta è “sì, stiamo tutti perdendo qualcosa“.

Ma non ciò che accade su Facebook e non ciò che accade nella vita dei nostri contatti. Probabilmente stiamo perdendo qualcosa che avviene unicamente nella nostra vita, intorno a noi, oppure l’opportunità di fare qualcosa che ci piace. Forse stiamo perdendo solo tranquillità o sonno, tempo o attenzione. Non lo so, ma la sensanzione di “perdere qualcosa” è forte.

Voglio abbandonare la sensazione di “aver paura di non sapere”. Se qualcuno vorrà dirmi qualcosa, troverà il modo di farlo. Se vorrò dire qualcosa a qualcuno, troverò il modo di farlo.

A nessuno interessa quello che pubblico

Siate onesti. Davvero vi interessano tutte quelle foto, quegli status e quei video su cosa ho fatto, dove sono stato, con chi ero, quando e perché?

Forse ho pubblicato qualche link interessante, ma è davvero qualcosa che non avreste trovato da soli curando le fonti da cui leggete le news?

Quanto tempo avete perso per colpa del “contenuto inutile” prima che vi arrivasse, invece, qualcosa di interessante da leggere? Ne è valsa la pena?

Insomma, siate onesti, non vi mancherò e non mi mancherete.

Qualsiasi sensazione “spiacevole” possiamo forse scambiarla per “nostalgia”, ma sono certo che è qualcosa di molto meno serio. Piuttosto, in quel caso, dovrei (dovremmo) rifletterci secondo altri termini (magari una nuova occhiata al FoMo).

Ma se così dovesse essere, ribadisco: mail ([email protected]), whatsapp (+393315401036).

Il tempo reale

Tempo reale, aggiornamenti costanti, “chat” istantanee, “avviso di lettura”.

E’ colpa mia, ma questo “eterno presente” mi stanca. Voglio poter “leggere e non rispondere” senza che questo sembri scortese.

Voglio potermi prendere il tempo per rispondere, dedicarvi il tempo opportuno per una risposta. Voglio anche potervi ignorare ed essere ignorato.

Non voglio che “essere online” significhi “essere disponibile, pronto, reattivo“.

E poi figuriamoci, ho difficoltà a vivere “il tempo reale” nella vita vera, non saprei davvero come tenere le redini di un riflesso.

Addio e grazie per tutto il pesce

Una citazione di Douglas Adams, ovvero il quarto libro della Guida galattica per gli autostoppisti.

Insomma, in conclusione:

  • voglio una vita più tranquilla
  • non voglio inquinare la mia giornata con tonnellate di informazioni inutili
  • voglio sentire “la mancanza” e trovare il tempo per scrivere un’email o fare una telefonata ad un amico
  • voglio fare le foto per me, non per tutti i miei contatti
  • non voglio annoiarvi più e contribuire a questo “disturbo” quotidiano
  • voglio annoiarmi e trovare altri rimedi alla noia, alle attese, a tutti quei brevi lassi di tempo in cui sono in attesa, sono in fila, sono in metro, sono a letto, aspetto qualcuno, ecc. ecc.
  • non voglio essere il “bersaglio” del vostro narcisismo
  • voglio eliminare tutte le relazioni “tossiche”
  • voglio invesitre sulle relazioni “salutari”
  • voglio tornare a concentrarmi
  • non voglio partecipare più a discussioni inutili
  • non voglio più creare discussioni inutili
  • voglio faticare per ritagliarmi il mio flusso di notizie, di informazioni

E nel caso in cui mi rendessi conto che tutto sommato non è così male stare su Facebook, avrò almeno un qualcosa in più su cui riflettere.

[Aggiornamento del 16.09.2015: Facebook mi ha rubato qualcosa. Risposta alle email ricevute.]

(image credits: http://phatybomb.blogspot.de/2011/01/blog-post.html)

[01/2016 AGGIORNAMENTO: “CIAO FACEBOOK, NON ERI TU, MA ERO IO.“]{:}{:en}Some people are wondering why I’ve decided to leave Facebook. Although I’ve been thinking about it for some time, I had not planned to do it today, but today, now, I think is the perfect time, at least to try.

I must be honest and put forward the reasons why I took this decision. In summary I would say that it just seems like a good idea to me. Something that will do me good, a small liberation.

Sure, I admit to not being fully convinced, but then I’ve never regretted going a bit out of my “comfort zone”.

I’m not criticizing Facebook, nor am I judging its users, I’m not a “conspiracy theorist” and I don’t want to get into arguments about real life versus social networks. I think it’s appropriate to write these two lines because I have been extremely “active” online for a long time.

So far Facebook has been a great way to keep in touch with many people, if you want to keep in touch with me, you will have to use my email ([email protected]), whatsapp (+393315401036) or website (raffaelepizzari.com).

Why Facebook was important

I worked a lot with Facebook; it has been an excellent source of information and clients. I met very interesting people. I stayed in touch with many people who would otherwise have been “lost” along the way. I followed the lives of many distant friends and also the lives of my neighbours.

I was contacted by people I would never have thought of; I contacted people I would never have thought of.

Why Facebook is no longer important to me

Because I realized that everything I supposedly get from Facebook is of no real interest to me and takes time away from things which I find far more useful and enjoyable. At the same time the price to pay to “get out” is that you lose contact with many people and this is clearly a form of blackmail which is strong but definitely unfair.

The people I care to “follow” publish generic updates intended for a wide audience. There is no personal message, no individual attention just for me. It’s as though they were on a stage, speaking to everyone they know (including their colleagues, ex-partners, acquaintances etc.) and I’m just another member of the audience.

I don’t want to follow the life of loved ones in this way, nor do I want my loved ones to follow my life in this way.

I asked myself if I really wanted to follow the lives of people I didn’t actually care about all that much. Sure, it’s all a good gossip, a whim a day from the online hairdresser’s waiting room, which is certainly good for a laugh, but I’d like to hope that I don’t need it.

Let’s face it, it’s neither practical nor desirable to have relationships with more than 10-15 people at once and maybe that’s all for the best. I believe the right approach is to choose a few people who really matter and to concentrate on those people. To dedicate time to them and to look for opportunities to spend quality time with them.

I want more time

An average user spends 17 minutes a day on Facebook. Yes, now you will say “Nah, that’s too much, I never spend more than 5 minutes.”

Then you will realize that you check your account at least 6 times a day (twice each morning, afternoon and evening), that you use it for at least 3 minutes each time (which is very little) and that this means a total of 18 minutes. That makes about five days a year.

But it’s not just lost time; it’s also the time that is polluted, thoughts run quickly, images, posts, thoughts, jokes, articles, videos. The distraction is so great, it is tiring.

It takes away concentration from other activities.

I want a quiet life

I do not want to be constantly bombarded by advertising messages, by information that I do not want, by stimuli that would rather avoid.

For example, my wall is currently showing me some animated discussion on political and humanitarian issues, presented as a symposium of leading experts who are gathered at the bar: presumptions, banality, arrogance, quarrels. Then there is the controversy over Giorgia Meloni’s cat and some newspapers and magazines publishing posts in a desperate battle for visibility (jokes, cartoons, animal videos, etc.).

Then there are the classic keyboard revolutionaries with their recipes to save the world, the “friends” who complain about traffic, public transport, weather; those who publish motivational images (oh yeah, today is Monday, it’s the right day). The “social media workers” desperate people who publish articles, research and nauseating trinkets like “epic fail/epic win” to compensate for their frustrations.

Finally there are photos of holidays, tropical landscapes, selfies with alleged celebrities, new shoes, new umbrellas, a freshly-made breakfast.

Let’s be frank, I don’t care, I don’t need this information, I don’t miss it, I complain.

Yet, if I have an active Facebook account, I read it, I click, I comment. Maybe only for a few seconds, but I do, I remain impressed, I get tired.

I don’t want to spend my time seeing “who had the most likes” (something that takes him 1 second and me at least 10). I don’t want to know what a stranger writes when commenting on a photo in which, by chance, I also appear, published on the wall of a distant friend.

I know myself, I’ll then click on the avatar of this unknown person, I’ll look at the friends we have in common, then a photo, then I’ll follow a link and I’ll get lost in nothingness.

Some might think that I only have “bad friends on Facebook”, but I challenge you to have a really interesting wall. Some might say it’s my fault, and maybe they’d be right.

I will not fool myself.

The truth is that I am in contact with almost none of the “friends” that I follow.

It just satisfies my anxiety about “losing” people, the fear of “not being there”, of “not knowing”.

Perhaps, in this way, I also stifle my desire to take an hour now and then to write a letter or an email or to make a phone call to a friend.

Facebook has made me a superficial and banally-curious friend, interested in the news rather than the person.

Fear of missing out

“FoMo”, Fear of Missing out, is a disorder. It’s the constant thought that others are doing something interesting that we’re missing out on. The social networks thrive on this and invest a lot of money to generate this feeling.

The answer is “yes, we’re all missing something“.

But it’s not what happens on Facebook or what happens in the lives of our contacts. We are probably losing something unique in our lives, something which is all around us, or the opportunity to do something we like. Maybe we’re losing peace or sleep, time or attention. I don’t know, but the sensation of “losing something” is strong.

I want to stop having the feeling of “being afraid of not knowing“. If someone wants to tell me something, they will find a way to do it. If I want to say something to someone, I’ll find a way to do it.

No one cares what we post

Be honest. Do people really care about all those pictures, those status updates and those videos of what I did, where I was, who I was with, when and why?

Maybe I did publish an interesting link, but is it really something that you wouldn’t have found on your own, paying attention to the sources from which you get your news?

How much time have you lost because of the “useless content” before you finally reached something interesting to read? Was it worth it?

In short, be honest, I won’t miss you and you won’t miss me. Maybe we’ll feel a bit “uncomfortable” maybe we can call it “nostalgia”, but I am sure that it is something far less serious. If that happens, I suggest that we (I) should reflect on something else (maybe take another glance at the term FoMo).

But if that happens, I repeat: mail ([email protected]), whatsapp (+393315401036).

Real Time

Real-time, constant updates, live “chat”, “read receipts”.

It’s my fault, but this “being always on” tires me. I want to be able to “read and not respond” without this seeming rude.

I want to be able to take the time to respond, to dedicate the appropriate time for a response.

I also want to be able to ignore and be ignored. I do not want “being online” to mean “to be available, ready, responsive.”

And then just think, I have difficulty living in “real time” in real life, I would not know how to hold the reins of a reflection.

So long and thanks for all the fish

A quote from Douglas Adams, from the fourth book in The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy.

So, in conclusion:

  • I want a quieter life
  • I do not want to pollute my day with tons of useless information
  • I want to feel “absence making the heart grow fonder” and to find time to write an email or make a phone call to a friend
  • I want to take pictures for me, not for all my contacts
  • I want to stop being a bore and contributing to this daily “disorder”
  • I want to get bored and find other remedies to boredom, to waiting, to all those short periods of time in which I find myself having to wait – in a queue, in the underground, in bed, waiting for someone, etc. etc.
  • I do not want to be the “target” of your narcissism
  • I want to delete all the “toxic” reports
  • I want invest in “healthy” relationships
  • I want to be able to concentrate agai
  • I do not want to participate in unnecessary debates any more
  • I do not want to create unnecessary debates
  • I want to work hard to carve out my flow of news and information

And if it turns out that I discover that it is not so bad to be on Facebook after all, at least I will have something more to think about.{:}

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11 Comments

  • Reply
    eliana favretto says:
    September 14, 2015 at 10:26 am

    :-)

  • Reply
    Giulia Covino says:
    September 14, 2015 at 10:44 am

    tvb

  • Reply
    Francesco says:
    September 14, 2015 at 3:26 pm

    Ciao Raffaele. Premetto che sono capitato sul tuo blog dopo che un'amica su facebook aveva condiviso l'articolo. Credo che il tuo punto di vista riguardo l'uso spropositato del re dei social sia interessante e anche io medito da tempo di uscirne. Ogni volta però penso ai miei amici sparsi qua e là per il mondo, con cui magari ho condiviso una camera di ostello o ho trascorso alcuni giorni di una vacanza passata, con cui si è creato un rapporto di amicizia e che senza Facebook sarebbe difficile mantenere. Che poi che differenza c'è tra lo scriversi un'email o chattare su messenger o whatsapp? Nessuna. Sono tutte piattaforme che non lasciano spazio al contatto, all'espressività, al coinvolgimento, elementi fondamentali della comunicazione. Lasciamo alle emoticons raccontare le emozioni di un momento, senza renderci conto di quanto triste sia questa cosa. Quindi, se devo scegliere, preferisco senza dubbio mantere i contatti tramite un mezzo che mi dia la possibilità di comunicare, in primis, e allo stesso tempo di avere un contatto sì impersonale, ma che mi aiuta a conoscerli meglio. Altro motivo per cui ritengo la cancellazione da facebook inutile (se vista come "riconquista della propria vita reale"): ci sono amici che scrivono cose obiettivamente interessanti, che mi fanno riflettere e spesso mi hanno aiutato a scoprire realtà nuove a cui difficilmente sarei arrivato da solo. Ci sono celebrità che hanno annullato completamente il distacco "vip-gente comune" comunicando con i propri followers direttamente. Faccio un esempio stupido: Gianni Morandi. Magari a me può non dire niente se lui risponda o no ad ogni commento che i fans gli scrivono, ma capisco anche la signora di 60 anni che ha ricevuto una risposta da quello che era il suo idolo da giovane e per questo ha avuto una piccola soddisfazione personale. Ripeto, esempi banali, ma che rapprensentano un uso a mio avviso propositivo di Facebook. Tutto ciò che tu hai elencato nel tuo articolo credo appartenga alla categoria di persone che invece ne fanno un uso esagerato, un modo per procrastinare e riempire i momenti vuoti, per farsi i fatti degli altri e criticare. Non voglio giudicarti, anche perché non ti conosco, ma da quello che hai scritto sembra quasi tu sia divenuto col tempo schiavo di tutto questo e forse è giusto che te ne liberi. Ciò che è importante è usare questi mezzi dando la giusta rilevanza a ciò che effettivamente ci interessa, a chi è in grado di darci un qualcosa in più che poi sta a noi decidere se sviluppare nella vita reale o meno e tenendo sempre presente, come accade con la tv, che qualora lo volessimo, esiste sempre la possibilità di chiudere l'Iphone e prendere la bicicletta per fare una bella passeggiata nel parco.

  • Reply
    Lisa Bencivenni says:
    September 14, 2015 at 5:01 pm

    bàh.. l'integralismo è sempre una brutta cosa, sia in negativo che in positivo. basterebbe considerare facebook come un mezzo ed adoperarlo invece di farsi adoperare, si torna sempre lì: l'eccesso, è sempre una brutta bestia, un bicchiere di vino a pasto fa bene, una damigiana fa male (poi anche qui, dipende dal proprio punto di vista, se hai deciso di ubriacarti, una damigiana, fa benissimo ; - )

    • Reply
      pixari says:
      September 14, 2015 at 8:39 pm

      Giusto, l'eccesso sembra essere un male, ma temo non sia sempre possibile regolarsi senza tracciare linee nette di separazione.

      Ad esempio, un ex fumatore difficilmente convive con un pacchetto di sigarette in casa; una persona a dieta difficile vuole tenere dei dolci in casa e così via.

      Mi spiego?

      • Reply
        Lisa Bencivenni says:
        September 14, 2015 at 10:00 pm

        difatti, ciò che distingue(rebbe) l'essere umano dagli animali è proprio la consapevolezza, la volontà di decidere cosa è meglio per noi senza cedere alla via/tentazione più rapida e a portata di mano.
        e te lo dice una che, di quando in quando, si fa gli stessi tuoi crucci! ; )

  • Reply
    Andrea Duck Portos says:
    September 15, 2015 at 10:50 am

    Mi ritrovo molto in questo tuo post. Tante volte ho "quasi" lasciato facebook, ma alla fine non l'ho mai fatto, probabilmente per quella FoMo di cui parlavi, e in misura forse minore per il fatto che uso facebook come mezzo di organizzazione per eventi e incontri (da organizzazioni di eventi di associazioni di cui faccio parte al "gruppo" di lavoro o alle chat multiple per incontrarsi al pub).

    Sarei curioso di sapere come procederà questo tuo abbandono, magari tra uno o due mesi.

    Tanti auguri!

  • Reply
    Loris Castagnini says:
    September 15, 2015 at 3:09 pm

    Ciao Raffaele, ho scritto un paio di articoli nel mio blog su quanto i Social (soprattutto quello blu) siano deleteri per la nostra vita. Nonostante io sia un professionista che lavora anche con i Social non nascondo da tempo la mia sofferenza per questa gabbia autocelebrativa quale è facebook e sto cercando di deviare tutte le aziende su altre strade forse meno battute ma ritengo più "vere" in termini di rapporti con i propri clienti. Quattro anni fa chiusi il mio primo account, credo manchi poco per il secondo e ultimo.
    Se non dovessi incontrarti da qualche altra parte, buona vita!

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